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Circolo didattico  Cesa
Scuola primaria e dell'infanzia


Provincia di Caserta

Regione Campania
  Cesa in cifre


Cesa è un comune di 7.900 abitanti della provincia di Caserta

Cesa
Stato:bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia:stemma Caserta
Coordinate:40°58′0″N 14°14′0″E / 40.96667, 14.23333Coordinate: 40°58′0″N 14°14′0″E / 40.96667, 14.23333
Altitudine:40 m s.l.m.
Superficie:2 km²
Abitanti:
7.90031-08-07
Densità:3950 ab./km²
Comuni contigui:Aversa, Gricignano di Aversa, Sant'Antimo (NA), Sant'Arpino
CAP:81030
Pref. telefonico:081
Codice ISTAT:061029
Codice catasto:C561 
Nome abitanti:cesani 
Santo patrono:San Cesario di Terracina 
Giorno festivo:3 novembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
 

Indice
storia  

cittadini illustri 

il santo patrono

evoluzione demagrafica

 la storia  

Antichissima deve essere la fondazione di Cesa: il più antico documento che ne accerta l’esistenza è un diploma dei principi Pandolfo I e Landolfo III di Capua, risalente all’anno 964 d.C. Cesa fu indubbiamente una delle minuscole contrade della Liburia atellana, che visse una storia agreste senza alcunché di notevole. Diverse sono le ipotesi sull’etimologia del nome. Una leggenda narra di una pietosa donna chiamata Cesa che curava i feriti e dava sepoltura, proprio nel luogo dove ora sorge Cesa, ai morti nelle guerricciole che imperversavano nel campo atellano degli osci. Il nome Cesa trae origine da una voce latina, caesus, dal verbo caedere (tagliare). Infatti Cesa sorgeva come borgo dell’antica Atella, e di conseguenza tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione. Un’etimologia egualmente attendibile, e risalente alla stessa radice latina dal verbo caedere, deve ricercarsi nel fatto che Cesa in origine fu un terreno boschivo e che, in seguito ad un’opera di paziente dissodamento, quel terreno fosse stato chiamato Cesa da silva caesa (selva tagliata). Posta, quindi, questa più attendibile versione sull’etimologia di Cesa, niente o poco si sa sulla sua più remota storia. Dovette, però, vivere e subire con i suoi pochissimi abitanti tutte le vicende della morente Atella e, più tardi, della nascente Aversa, poiché, dopo il Mille, Cesa fu per lungo tempo un casale della città normanna, appartenuto prima al feudo del conte Roberto di Sant’Agata, e successivamente ai Carafa, ai Villano, ai Palomba, ai Del Tufo e ai Maresca, che ne furono gli ultimi proprietari.


 cittadini illustri

Cesa ha dato i natali, tra gli altri, a:
Francesco Bagno (1744-1799) medico, docente universitario, autore di diverse e illuminanti opere di carattere medico, che durante la Repubblica Napoletana del 1799 ricoprì importanti cariche (tra l’altro fu Rettore dell’Università di Napoli) e che, ristabilita la monarchia, venne impiccato il 28 novembre 1799, subendo così la stessa sorte degli altri martiri della Repubblica Napoletana;
Mons. Antonio Malvasio (1738-1822) sacerdote che esercitò in Aversa il suo ministero di parroco, eccellente latinista, autore di molte ed importanti opere di Diritto canonico, come pure di eleganti e dotti testi di genere narrativo (famosissima la sua Eutrapelia), considerato senza dubbio dai suoi contemporanei l’uomo più dotto nella città e diocesi di Aversa, al punto da affidare a lui, un sacerdote, la carica di Sindaco della città durante la breve vita della Repubblica Napoletana;
Domenico Di Fiore (1769-1848) celebre avvocato, attivista durante la rivoluzione partenopea, che ricoprì, durante la Repubblica Napoletana, diversi ed importanti incarichi e che, al ritorno dei Borboni, si rifugiò in Francia, dove continuò la sua opera di rivoluzionario. In Francia conobbe lo scrittore Stendhal, col quale strinse un forte vincolo di amicizia e che il Di Fiore raccomandò per la sua nomina a console, e collaborò a numerosi giornali francesi e ricoprendo diverse cariche istituzionali;
Don Giustino Marini (1797-1837) umile sacerdote morto in concetto di santità, solerte ed instancabile predicatore, innamorato di Cristo e dei fratelli, alla cura dei quali dedicò tutta la sua vita e tutte le sue energie, morendo il 6 luglio del 1837 per assistere i suoi fedeli colpiti dal colera;
Francesco De Michele (1911-1997) storico, poeta e scrittore molto affermato e conosciuto per le sue opere, diverse delle quali inserite in molte antologie della Lingua italiana e tradotte e pubblicate in Francia;
Prof. Gerardo De Michele, pneumologo di fama internazionale e politico dalle peculiarità eccelse grazie alle quali venne eletto Sindaco di Napoli; 


il patrono
San Cesario fu un diacono e martire, vissuto nel I secolo, Discendeva dalla nota "gens julia". Secondo la tradizione era di origini africane e si sarebbe trasferito a Terracina all'epoca dell'imperatore Claudio.La parrocchia di San Cesario a Cesa (CE), conserva una statua in argento del santo, opera di orefici napoletani e datata al 1612, che lo raffigura in apoteosi, nell'atto di ricevere la palma del martirio. La statua viene esposta solo in occasione della festa del santo. Quest'anno si festeggia l'anno giubilare di San Cesario (1900°anniversario del martirio del santo)

 evoluzione demografica                                               Abitanti censiti   
 

 
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